14 luglio 2010

Basta Palle!!!

L'8 luglio è stato pubblicato sulla Gazzatta Ufficiale, con grande ritardo sulla tabella di marcia prevista da Berlusconi, lo statuto della Agenzia per la sicurezza nucleare. Il passo successivo verso il disastro atomico, propedeutico alla scelta dei siti per la costruzione delle nuove centrali, sarà la nomina del Presidente e dei 4 componenti dell'Agenzia. Ma già rimbalzano le voci sulla nomina del celeberrimo oncologo Umberto Veronesi alla Presidenza, come conferma Stefano Saglia, sottosegretario al Ministero allo sviluppo economico del fu Scajola: "Stiamo lavorando affinché i componenti del collegio dell'agenzia siano nominati dal consiglio dei ministri prima della pausa estiva, ai primi di agosto". "Le voci che danno Veronesi, senatore del Pd, alla presidenza sono più che fondate. Sarebbe un elemento di grande garanzia", ha aggiunto Saglia, sottolineando che la nomina del Presidente spetta direttamente al Presidente del Consiglio (che è una garanzia ancora più grossa, nda) mentre gli altri quattro componenti sono nominati due dal ministro dell'Ambiente e due dal ministro allo Sviluppo Economico. Ministero che è detenuto ad interim da Berlusconi ben dal 5 maggio dopo le grottesche dimissioni di Scajola, dato che comprende questo dicastero comprende i tasti delicati del nucleare e delle telecomunicazione, tanto cari al Premier, in barba al più palese conflitto di interessi.
Forse per una banale coincidenza o forse no, pochi giorni prima, il 4 luglio, la trasmissione Telecamere in Onda su RaiTre intervista l'oncologo Umberto Veronesi, senatore del Pd, ex ministro della Sanità nel governo Amato. Argomento della puntata: il ritorno dell'Italia al nucleare. Veronesi non nasconde il suo pensiero filo-nucleare, anzi "c'è una larga componente di sinistra che è favorevole al nucleare perchè è favorevole allo sviluppo della scienza, alla nazionalità, alla visione per il futuro. Non abbiamo tante scelte per il futuro in termini di energia - aggiunge lo stimato oncologo -  o ci affidiamo al nucleare o dobbiamo continuare a bruciare". Ma quando il giornalista pone dei leggittimi dubbi sulla sicurezza nucleare per la salute dell'uomo e dell'ambiente, la smentita del Professore non si fa aspettare e arriva forte e decisa: "Il nucleare non ha emissioni di alcun tipo, perchè essendo energia prodotta da un meccanismo molto semplice, la rottura di un atomo, non c'è combustione, non ci sono produzioni di gas di vario tipo e quindi non c'è rischio in termini di normale funzionalità, esattamente come la solare, l'eolica. Il rischio è solamente in caso di incidente. L'incidente è un problema da evitare". Ancora una volta però l'insoddisfatto intervistatore si pone degli interrogativi, ora riguardo le scorie nucleari, ma il Dott. Veronesi spazza prontamente via ogni dubbio: "Le scorie non sono più un rischio, ormai sono talmente concentrate che una centrale nucleare di scorie veramente importanti ne produce un metro cubo, due metri cubi all'anno che si possono facilmente mettere in posizione geografica adatta, naturalmente. Sono quarant'anni che ci sono centinaia di centrali nucleari e nessuna ha mai avuto un problema con le scorie".
Ora, egregio Dott. Veronesi, lasciando perdere quello che alcuni hanno definito inciucio nucleare con il PdL, vorrei controbattere punto per punto ad ogni sua affermazione, ma dato che lei è Umberto Veronesi e io non sono nessuno e non vorrei mai peccare di presunzione, lascerò che sia la scienza e i fatti a confutare le sue affermazioni. Quella Scienza che secondo lei dovrebbe svilupparsi con il ritorno all'energia nucleare. A tal proposito, vorrei farle notare come in Germania, paese all'avanguardia al mondo per le "energie verdi", per la precisione a Berlino, esiste un centro di ricerca scientifica sulle fonti rinnovabili più grande di un intero quartiere, dove studiano e lavorano più di 20mila persone. In questo centro si analizzano i materiali utilizzati nelle energie pulite per aumentarne l'efficienza e abbassare i costi, tanto che, grazie a nuovi studi, il costo di un metro quadrato di un pannello solare, a parità di efficienza, è stato ridotto di un terzo, da 150 euro a meno di 50. Una volta sul mercato questo brevetto, oltre a rendere l'energia solare ancora più conveniente, porterà una valanga di denaro nelle casse della Germania. Brevetto che tra l'altro è stato sviluppato dal ricercatore italiano Roberto Fornari, esule dal CNR di Parma, perchè giustamente per noi è più importante sviluppare e finanziare la ricerca nucleare, perchè il nucleare in Italia è il futuro. Ma abbiamo davvero un futuro?
Sostiene inoltre, con molto coraggio, che in realtà quella di affidarsi nuovamente al nucleare è l'unica soluzione, "non abbiamo scelte", perchè altrimenti dovremmo "continuare a bruciare" con tutti i problemi che ne conseguono. Sono perfettamente d'accordo che l'Italia, come molto altri paesi, debba cercare una maggiore indipendenza energetica rispetto ai colossi del petrolio e affini, ma anche qui mi permetto di farle notare come si sia dimenticato di una serie di altre fonti di energia, alternative a quelle fossili : solare (termica e fotovoltaica), eolica, geotermica, idroelettrica, marina (energie a gradiente osmotico, delle maree, del moto ondoso, talassotermica), e le biomasse. Ancora una volta la Germania, grazie a una legge votata dal 90% del Parlamento nel 2001, ha dato un serio impulso alla green economy, tanto che le previsioni più ottimistiche sostengono che la Germania nel 2020 potrebbe addirittura coprire il 60% del proprio fabbisogno con energia verde, contro il 20% dell'obiettivo europeo. E non solo. In meno di 10 anni, grazie a questa legge si sono creati 750.000 posti di lavoro legati alle energie rinnovabili. E' evidente quindi come la green economy possa rilanciare l'ccupazione e quindi l'economia di un Paese. In Italia, invece, dove abbiamo invece aumentato le emissioni di CO2 del 10%, siamo ancora fermi alla Legge Andreotti del '91, valida fino al 2020, che prevede un incentivo per chi produce energia con fonti di energia rinnovabili o assimilate. Ma cosa sono queste energie assimilate? Eccovene alcuni esempi: le centrali elettriche che alimentano le acciaierie dell'Ilva di Taranto, talmente verdi che vomitano ogni anno nell'aria 10 milioni di tonnelate di gas serra, oltre a cadmio e diossine, tanto che Taranto è una delle città più inquinate di Europa, con un tasso di incidenza tumorale più alto del 30%; le centrali elettriche delle acciaierie di Piombino; la Saras di Moratti in Sardegna, dove le centrali elettriche della raffineria bruciano gli scarti di petrolio per produrre energia; così come la raffineria di petrolio a Priolo in Sicilia. Queste industrie, come tante altre in Italia, prendono dal 1992 gli incentivi, che noi paghiamo con le bollette, per rilanciare l'energia verde. Ma non briciole, 40 miliardi di euro. Pensi un po' lei, Dott. Veronesi, come potremmo incentivare le fonti rinnovabili con questi 40 miliardi rubati dalle tasche degli Italiani per ingrassare gli industriali amici dei nostri politici.
E perchè ora sostiene che il "continuare a bruciare" non sia una valida soluzione? Eppure fu proprio lei che nel febbraio 2008, in diretta su RaiTre da Fabio Fazio sostenne con assoluta certezza, citando fantomatici studi scientifici, pubblicazioni e libri, che gli inceneritori fossero "a rischio zero" e che non ci fosse alcun rischio né aumento dell'incidenza tumorale nelle popolazioni residenti nelle vicinanze degli inceneritori. E anche per gli inceneritori guarda caso "non c'era scelta". Dichiarazioni quanto mai stravaganti, ma decisamente gravi se si pensa che siano venute fuori dalla bocca del più famoso e stimato oncologo italiano e che furono immediatamente smentite dalla comunità scientifica: dal Dott. Montanari, esperto di fama internazionale in nanopatologie, dalla Dott.ssa Patrizia Gentilini dell'ISDE (International Society of Doctors for the Environment), dall'ISDE stesso che emise un comunicato sostenendo che le sue dichiarazioni sono prive di valore scientifico, dalla federazione dei medici francesi, dall'ordine dei medici dell'Emilia Romagna, dalla stampa estera e da esperti d'oltremanica, che hanno sostenuto le sue affermazioni essere anti-scientifiche, irresponsabili e sconsiderate.
Ma questa sua dichiarazione fu talmente assurda che fu lei stesso, in un intervista "rubata" dal giornalista Piero Ricca, a smentirsi, dicendo che in realtà "non sono un esperto di inceneritori, furono i miei esperti a giurarmi che non ci sono effetti importanti sulla salute". Innanzitutto tra "non ci sono effetti importanti" e "rischio zero", passa comunque una bella differenza; in seconda istanza, l'ISDE, come tantissimi altri studi scientifici, sostengono che l'incidenza tumorale è drammaticamente aumentata nelle persone che vivone nei pressi di un inceneritore, come ad esempio il +54% di morti dovute al cancro nel sesso femminile e il triplo di incidenze di malattie cardiovascolari. Terzo, sostenne il "rischio zero" in prima serata davanti a milioni di spettatori, mentre ammise di non essere esperto in materia davanti a quattro gatti che le riponevano la stessa domanda. Secondo lei, quale informazione è passata agli italiani?
Per quanto riguarda gli studi scientifici da lei citati, sempre l'ISDE sostiene con un comunicato stampa che presso le Amministrazioni sono in uso documenti in cui sono stati alterati i risultati scientifici che attestano la pericolosità degli inceneritori, in quanto sono state aggiunte, agli studi internazionali, negazioni nelle traduzioni in italiano, in modo da stravolgerne completamente il significato. 
Qualche triste sospetto devo dire mi viene quando scorro sul sito di The Future Of Science, di cui la Fondazione Veronesi è una delle tre organizzatrici, l'elenco dei partner, tra i quali trovo società direttamente coinvolte nella costruzione degli inceneritori, come Enel ed Eni.

Tornando alla sua ultima intervista, Lei sostiene che il nucleare non ha alcuna emissione di gas di alcun tipo e che quindi non ci sono rischi per la salute in regime di normale funzionamento. Ma anche qui, la Scienza la smentisce impietosamente: una ricerca pubblicata sul prestigioso Environment Heath Journal riporta i dati di tutti gli studi effettuati in materia, concludendo che è stato riscontrato in media un aumento dell'incidenza del 60% dei tumori solidi e del 220% delle leucemie nei bambini che vivono entro 5 km dalle centrali nucleari. Fra le ricerche che l'articolo considera è particolarmente famosa quella del 2008 commissionata dal Governo tedesco e conosciuta come KKK (Kinderkrebs in der Umgebung von KernKraftwerken, cioè “Cancro nei bambini nelle vicinanze degli impianti nucleari”). La ricerca tedesca mostrava un significativo aumento di cancro (+54%) e leucemie (+76%) nei bambini con meno di 5 anni nel raggio di 15 km dalle centrali nucleari. Esistono anche ricerche molto più tranquillizzanti ed altre che hanno mostrato risultati analoghi. Tutte sono state prese in esame dall’articolo. Ebbene, dopo aver pesato, visto e considerato ogni aspetto di queste ricerche, secondo Environmental Health l’aumento dei tumori e delle leucemie nei bambini emerge ogni qual volta i criteri di indagine sono accurati e il campione preso in esame è significativo. Dunque le centrali nucleari costituiscono un rischio anche quando non si verificano incidenti. Secondo gli autori, le emissioni radioattive delle centrali nucleari sono basse, e ritenute non rischiose per la salute. Però esistono e sono assorbite dalla madre ed incorporate dall’embrione; è probabile quindi che i tessuti dei feti e dei neonati abbiano una sensibilità alle radiazioni superiore a quella finora stimata: potrebbe essere questa la spiegazione della più alta incidenza di cancro e leucemie infantili accanto alle centrali nucleari.
Inoltre, al contrario di quanto da lei detto, le centrali nucleari emettono in atmosfera grandi quantità di vapor d'acqueo, che sebbene non direttametne pericoloso per la salute, è il principale gas serra, così come, secondo quanto giustamente sostenuto da Sergio Zabot, l'estrazione, lavorazione ed arricchimento dell’uranio utilizzato dalle centrali nucleari richiedono moltissima energia, che di solito deriva da fonti fossili, e dunque comporta emissioni di gas serra.

Sostiene infine che non ci sono problemi di sicurezza, che il rischio è solamente in caso di incidente. Solamente. In Francia, le autorità nucleari, dopo aver inanellato 3 incidenti in 15 giorni, hanno ammesso che si verificano circa 100 incidenti all'anno. Un infastidito e profetico ministro per l´ecologia Jean-Louis Borloo disse 18 luglio scorso ai giornalisti che "se montate di vendetta ogni volta che si produce un incidente di livello 1, dovrete farlo ogni 3 o 4 giorni!". Per rendere l'idea, un incidente verificatosi sempre in Francia con 39 persone che presentano tracce radioattive inferiori alla soglia di analisi e 61 che presentano "delle deboli tracce di irraggiamento", è stato classificato come livello 0. In Italia si continuano a verificare incidenti nelle vecchie centrali nucleari "spente" che ancora stiamo smantellando, con gli operatori contaminati, anche più volte. 
Inoltre anche le scorie, secondo il suo parere, non rappresentano più un problema, uno-due metri cubi all'anno cosa vuoi che siano. Se invece di metri cubi cominciassimo a parlare di tonnellate, per una banale equivalenza, la mole di rifiuti radioattivi assume magicamente una diversa entità. E non dimentichiamoci che sono considerati "scorie" tutto ciò che entra in contatto con il materiale nucleare, compreso l'intero reattore e le piscine di raffreddamento, che hanno dimensioni certamente notevoli. Ma le scorie come dice lei, non hanno mai rappresentato un problema. Infatti, non esiste al mondo alcun deposito permanente, così come in Italia, dove ancora non sappiamo dove depositare, si può dire in eterno, le scorie vecchie di 40 anni in quanto non esiste un deposito nazionale. 
A Casaccia, vicino Roma, scoppiò il sistema antincendio dei magazzini dove erano conservati i fusti nucleari che non si ruppero per miracolo; ci sono inoltre 7000 metri cubi di rifiuti nucleari ammassati nei depositi strapieni, tanto che i nuovi fusti vengono sistemati nel cortile.
A Saluggia (VC) c'è il più grosso deposito di scorie radioattive liquide, 1635 metri cubi, a due passi dalla Dora Baltea, continuamente soggetto a inondazioni con conseguente effetto "vasca da bagno", ovvero l'acqua che filtra al suo interno portandosi poi via materiale radioattivo. Il suo trasporto in altra sede è definito "improponibile". A due passi il deposito di Avogadro, vecchio di 50 anni, soggetto a perdite sistemiche. Risultato: falda acquifera tutt'ora contaminata.
Nella centrale di Garigliano (CE) ci sono 700 fusti in depositi fatiscenti e diverse scorie nucleari sono state interrate in semplici sacchetti di plastica.
A Borgo Sabotino sono stati interrati 1200 metri cubi di rifiuti, non sapendo dove metterli. Inoltre, secondo un pentito dell'andrangheta, i dirigenti del centro pagarono per smaltire illegalmente dei rifiuti, un'inchiesta della magistratura è in corso. In buona sostanza non abbiamo ancora minimamente risolto il problema delle scorie nucleari di centrali vecchie di 40 anni, che sono ancora tutte da smantellare, ma ci stiamo preparando a costruirne di nuove.
Carlo Rubbia, premio nobel per la fisica nel 1984, ha fortemente contestato il ritorno al nucleare, anche in ragione di convenienza economica in quanto i costi per la costruzione delle centrali e per il trattamento e deposito delle scorie supera di gran lunga i ricavi in termini di indipendenza energetica.

Eppure lei, Dott. Veronesi, continua pubblicamente a sostenere il nucleare, nonostante tutto questo. Inoltre porta a supporto motivazioni scientificamente e storicamente non valide, come già fece con gli inceneritori e fu sbugiardato dall'intera comunità scientifica. Un'altra perla di saggezza aggiunta alla sua collana.
A questo punto, solleverei anche qualche dubbio sul fatto che, come sostenuto dal Ministro Prestigiacomo nelle chiacchere da bar successive all'intervista, il parere di un eminenza scientifica come lei non può che rassicurare sul nucleare. Prestigiacomo nominata per meriti Ministro per l'Ambiente, essendo proprietaria con la sua famiglia di un polo chimico in Sicilia definito "triangolo della morte". Ma questa è un'altra storia.

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12 commenti:

Anonimo ha detto...

ottimo articolo.

Ciao

Anonimo ha detto...

Complimenti! Sarebbe bello che i telegiornali ogni tanto prendessero un po' alla volta questo articolo e lo divulgassero a tutti gli ignoranti come me che magari percepiscono che il nucleare è un o schifo ma non sanno poi come controbattere alle affermazioni delle "eminenze" come Veronesi... della cui clinica però per motivi di lavoro ho visto qualche fattura... tutte a partire da almeno quattro zeri. E del resto lui con il nucleare si garantisce il lavoro... con i tumori degli altri.

Anonimo ha detto...

Hai fatto un bellissimo e utilissimo lavoro!
continua così
grazie
mary

Anonimo ha detto...

Bravo! Grazie delle informazioni

Anonimo ha detto...

Bellissimo articolo, e non fantasia ma pura realtà! Dobbiamo impedire che le costruiscano, divulghiamo l'articolo. Complimenti ciao

Anonimo ha detto...

Grazie infinite per le informazioni preziose che ha fornito alle persone che come me sono ignoranti sul nucleare! In bocca al lupo e grazie di nuovo.

Anonimo ha detto...

Veramente un bell'articolo ben fatto e preciso.

unbeinger ha detto...

Grande! mi piace... vienimi a trovare...
http://unbeinger.wordpress.com... magari ci linkiamo :)

Anonimo ha detto...

Sono perfettamente d'accordo con TE e mi meraviglio che Veronesi , non si informi con attenzione su certi aspetti...che sono noti a pochissimi.
Un ricercatore come Lui , dovrebbe sapere che ......
MB

Giuseppe ha detto...

Ottimo articolo!

Anonimo ha detto...

un'altra profonda delusione..veronesi che credevo una persona per bene, un serio professionista scopro oggi, anche grazie a questo blog e al tuo articolo, avere un'opinione sul nuclare che definire assurda è il minimo.
avv. giovanna bellizzi

Anonimo ha detto...

Bravissimo. purtroppo ormai il mondo è tutto un immondo mercimonio a cui tutti si inchinano all'occorrenza per pura convenienza. Di cosa si occupa questo sig.re? Di tumori, per l'appunto......

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